24 Maggio 1915 – 25 Aprile 1945:
TRENT’ANNI DI RICORDI

 

Interprete e regia Luca Spinelli

al pianoforte M° Margherita Colombo

al clarinetto M° Lydia Colona

alla viola M° Lorenzo Quero

luci, video e fonica Cesare Spinelli

aiuto monitor video Ivan Cribiu'

 

Uno spettacolo volto a risvegliare il ricordo di tempi lontani compresi tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
In un percorso non strettamente cronologico, le fasi dello spettacolo si susseguono partendo dal 1914 con l’assassinio dell’erede al trono d’Austria, l’arciduca Francesco Ferdinando, che fu la causa scatenante dello scoppio della Prima Guerra Mondiale fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, passando attraverso eventi, più o meno rilevanti, accaduti nel mondo in quegli anni. Questi avvenimenti sono visti attraverso gli occhi di un italiano

 

che rivede nei propri pensieri i volti, le sonorità,le immagini degli eventi e soprattutto i motivi musicali che hanno caratterizzato il Mondo in quell’epoca.Dal crollo della borsa di Wall Street alla Guerra Civile Spagnola, dagli ambienti fumosi dei Tabarin alla nascita della Rivista, dagli ingressi dell’Italia nelle due Guerre Mondiali all’uccisione dello Zar in Russia.Si ascolteranno brani celebri quali Parlez-Moi D’Amour, La Cumparsita, Come Le Rose, La Leggenda del Piave, Le Rose Rosse, Tornerai, Lilì Marleen, The Man I Love e molte altre accanto a filmati d’epoca e brani di registrazioni delle voci dei protagonisti di quei tempi.

 

Immagine della Locandina


PROSSIMI APPUNTAMENTI


 

RECENSIONE DELLO SPETTACOLO a cura di Patrizia Azzani

 

Assistere ad uno spettacolo di Luca Spinelli significa ricordare, fare un viaggio nella storia, recuperarne la memoria.

Lo spettacolo 24 maggio 1915-25 Aprile 1945: Trent’anni di ricordi si presenta infatti come un viaggio, un’occasione in cui siamo invitati a incontrare di nuovo il passato di quel periodo tra le due guerre che il nostro sceneggiatore, regista ed anche interprete ormai da tempo predilige non solo per interesse personale, ma anche per doverosa coscienza storica.

Tuttavia se le pagine dei libri spesso ci hanno riportato i fatti nella loro scarna essenzialità, lasciandoci distanti e insensibili a qualsiasi coinvolgimento emotivo -quindi non sempre capaci di cogliere il vero senso degli eventi e delle situazioni-, è invece attraverso le canzoni, le poesie, le immagini e i filmati di questo spettacolo che siamo condotti in un percorso dalle molteplici sfumature, dove prendono nuovamente vita i protagonisti di quei tempi.

In questo modo attraverso i testi di B. Brecht, F. Fossati, N. Hikmet, S. Quasimodo, U. Saba; le canzoni di E.A. Mario, G. Gershwin, N. Bixio, R. Stoltz, L. Bovio, K. Weill; le immagini di repertorio o tratte dai film dell’epoca (Metropolis, Grand Hotel) il tempo che ci separa da quel periodo risulta compresso. Ieri la notizia dell’assassinio di Francesco Ferdinando d’Asburgo, le voci registrate del Generale Cadorna e Diaz, di Mussolini, di Hitler, di Churcill, di Papa Pio XI oppure gli sguardi seduttori di Greta Garbo, Marleene Dietrich, Joan Crowford e oggi lo spettatore che si lascia coinvolgere dalle atmosfere evocate dei campi di battaglia, delle case di chi attende un figlio che non tornerà mai dalla guerra, o degli ambienti fumosi del tabarin e della rivista.

Tutto ciò si realizza sul palcoscenico, allestito appena con qualche suppellettile (un tavolo, una lampada, un portaritratti, un baule), tuttavia la disinvolta interpretazione di Luca Spinelli, ammirevole grazie anche al valido supporto musicale di Margherita Colombo (pianoforte), Lydia Colona (clarinetto), Lorenzo Quero (viola), raggiunge una notevole intensità di pathos, così che arriva direttamente al nostro cuore.

E tra i numerosi messaggi contenuti nello spettacolo, senz’altro non ci sfugge quello che l’attore affida alle goffe movenze di un Pulcinella imbrigliato dietro una cortina traslucida, (Canzone appassiunata), il quale ci ricorda che l’uomo è comunque schiavo delle sue passioni, siano esse quelle che lo incatenano al sentimento, siano quelle che lo portano ad odiare i propri simili.

Lo spettacolo si conclude con lo schermo che trasmette le immagini e il sonoro del bombardamento atomico su Hiroshima fino a sipario ormai chiuso, dopo che il nostro interprete ha fatto il suo dovere, raccontando e facendo rivivere i ricordi. E se dà l’impressione di non avere detto tutto, di avere lasciato qualche conto in sospeso, è solo per consentirci di riprendere il contatto con la realtà della nostra epoca, non senza aver preso congedo da noi con un pacato saluto (Goodnight).




Dall'inizio della Prima alla fine della Seconda Guerra Mondiale e canzoni dal mondo in guerra. a cura di Carlo Grimoldi

 

 

Le donne, i generali e i fanti, l'arme, gli amori,

le cortesie, l'audaci imprese e le struggenti malinconie io canto

che furo al tempo che passaro i due Conflitti

del secolo scorso, quelli Mondiali

 

direbbe lo spettacolo in questione, in prima persona, ma lo lascia dire e cantare a Luca Spinelli. Che sa cantare tanto e molto bene anche quando sta senza voce per una settimana prima dello spettacolo: trenta canzoni di filato, una dietro l’altra senza sosta e senza interruzioni. Ne deriva una rappresentazione molto lunga, che non vuol dire annoiante ma il contrario, cioè molto ricca.

A dire così sembrerebbe uno “oneman show”, ma non è. Non c’è ombra di protagonismo, accentramento e facile esibizionismo. A tale proposito bisogna sottolineare l’apporto dei tre musicisti tutt’ altro che secondario: Lydia Colona al clarinetto e Lorenzo Quero alla viola, bravissimi; Margherita Colombo al pianoforte, poderosa! Nonché il lavoro prezioso dei tecnici: Cesare Spinelli “tuttografo” di bordo palco e Ivan Cribiù tecnico di quinta.

Trent’ anni di ricordi” è una lettura garbata dei fatti di quel periodo attraverso le canzoni che allora sono state scritte. Non parla delle due Guerre in tono triste, celebrativo o retorico ma in chiave documentale attraverso le canzoni del periodo.

È una rilettura dell’avvenimento “guerra” non indifferente ma estranea da qualsiasi chiave politica o politicista e distante da comodi pacifismi retorici: mica facile tutto ciò!

Ripensando a quanto visto e sentito la prima parola d’ordine che viene in mente è “completo”. Ricco, si diceva sopra. Non manca niente! La scaletta comprende canzoni e letture, l’utilizzo della scenografia e dei costumi per dare più corpo all’evocazione dell’epoca e uno smisurato apporto di fotografie, filmati e registrazioni originali, provenienti dal Premiato Archivio www.giornaliantichi.it, sempre di Spinelli & Spinelli.

La cifra stilistica è quella di raccontare una storia parallela a quella della guerra. Il ritmo continuo e incalzante dato dall’alternanza con i contributi video, fotografici e letterari rende godibile la parte cantata e recitata (godibile, gradevole. Non divertente. Perché quando si ha a che fare con qualcosa riferito alla guerra ciò non è e non deve essere mai divertente!).

Un’altra parola d’ordine viene in mente verso la fine, guardando “Guernica” che chiude quasi la rappresentazione.

Si nota che il quadro di Picasso è quasi in bianco e nero, come lo spettacolo. I colori ci sono ma sono velati. Non perché rispettivamente il pittore lì e l’attore/cantante e i musicisti qua non sappiano usare il “colore” ma perché col bianco e nero aggiungono drammaticità all’opera: se si parla di guerra non si parla di gioia e colore, non si canta a squarciagola. Si canta sottovoce, si scrivono lettere dal fronte alla famiglia con malinconia, di nascosto nella trincea. Ci si trova tanto bianco ma il colore dominante è il nero.

Poi arrivano il 4 novembre e il 25 aprile e “scoppia” la Pace, la gioia; si canta con tutta la voce in un tripudio di bandiere e di colori.
…però Luca non la racconta giusta. Io non posso credere che non sappia parlare spagnolo, francese e tedesco se canta così bene canzoni in spagnolo, francese e tedesco. Se così fosse potrebbe cantare in qualsiasi lingua e dovremmo aspettarci per il futuro uno spettacolo su un ipotetico viaggio-vacanza di Bertolt Brecht nelle terre, che ne so?, degli Eschimesi, con un repertorio di canzoni in eschimese…

Nell’attesa di saperlo raccomando a tutti di accorrere sempre più numerosi e di farne sempre più pubblicità (anche perché certi spettacoli non vale la pena farseli raccontare: è meglio vederli di persona!)

Accorrete numerosi!

 

p.s.

ALCUNE CURIOSITA’

per stemperare un po’ la seriosità della recensione e dell’argomento

Pensare a codesto spettacolo come ad un omaggio al periodo delle due Guerre mi fa ricordare alcuni articoli sui nomi propri che ho letto tempo fa.

C’è un altro modo per ricordare con sussiego e devozione i grandi eventi della storia o i grandi personaggi del passato, dare il loro nome ai propri figli. Così negli articoli suddetti si elencavano esempi bizzarri: una bambina chiamata Guerramondiale.

Il Trattato d’Armistizio del 4 novembre 1918 finiva con queste parole: <<…firmato Diaz.>> e qualcuno che non conosceva il nome del Generale Armando Diaz ha pensato bene di chiamare “Firmato” suo figlio appena nato.

Ora, a parte le considerazioni sul buon senso, sull’ignoranza e sulla fantasia io non so se mi metterei a ridere o a piangere qualora mi capitasse di stringere la mano a un ipotetico signor Undicisettembre o a un’ipotetica signora Torrigemelle.

Ma gemelle di chi?…

 

Carlo    Grimoldi

7-9  novembre 2006




REPERTORIO CANZONI (ordine alfabetico)


ABAT-JOUR (SALOMÈ)
1933 circa testo: B. Cherubini – musica: R.Stoltz - edizioni: sconosciute

BALOCCHI E PROFUMI
1929 testo: E.A. Mario (G.Gaeta) – edizioni: Italian Book Co.

CANZONE APPASIUNATA
1922 testo e musica: E.A.Mario (Giovanni Gaeta) edizioni: sconosciute

CHIOVE
1923 testo e musica: Libero Bovio e Evemero Nardella - edizioni: sconosciute

COME LE ROSE
1921 testo: Adolfo Genise – musica: Gaetano Lama – edizioni: la canzonetta

CREOLA
1925 testo e musica: Ripp - edizioni: Abramo Allione

DER BILBAO SONG

1929/30 testo: Bertolt Brecht- musica: Kurt Weill - edizioni: Universal Edition

EL CHOCLO
1918 testo: E.S.Discepolo, M. Catan – musica: A.G.Volloldo – edizioni: Editorial Alfredo Pedrotti

GOODNIGHT
1930 testo e musica: Grünwald –Beda - Abraham – edizioni: sconosciute

ICH BIN DIE FESCHE LOLA
1930 testo: R. Liebmann – musica: F. Holländer – edizioni: Ufa Ton Verlagsesellschaft MBH, Germany

ICH BIN VON KOPF BIS FUSS AUF LIEBE EINGESTELLT
1930 testo: R. Liebmann – musica: F. Holländer – edizioni: Ufa Ton Verlagsesellschaft MBH, Germany

LA CUMPARSITA
1924 testo: Contursi - Maroni – musica: Matos Rodrìguez – Warren - Firpo – edizioni: Ricordi

LA LEGGENDA DEL PIAVE
1917 E.A.Mario (Giovanni Gaeta) edizioni: Ricordi

LA TRADOTTA
1915-1918 Canto Popolare- edizioni: Ricordi

LE ROSE ROSSE
1919 E.A.Mario (Giovanni Gaeta)

LILI MARLEEN
1940 Hans Leip-Norbert Schultze. edizioni:Apollo Verlag, Germany

MON HOMME
1920 Paroles: Albert Willemetz, Jacques-Charles. Musique: Maurice Yvain

O’ SURDATO ‘NNAMORATO
1915 testo: Aniello Califano – musica: Enrico Cannio - edizioni:Bideri

OH, TABARIN!
1923 Uchtmann/ Draeger/ Robert Schultze

PARLAMI D’AMORE MARIU’
1936 testo: Ennio Neri – musica: C.A:Bixio - edizioni:Bixio C.E.M.S.A.

PARLEZ-MOI D'AMOUR
1930 testo e musica: Jean Lenoir - edizioni:S.Editions Musicales Internationales

RE DI CUORI
1925 Bixio Cherubini Schor - edizioni: sconosciuta

SEPTEMBER SONG
1938 circa testo: Maxwell Anderson – musica: Kurt Weill – edizioni: sconosciute

SMILE
1936 musica: C.Chaplin– edizioni: Bourney CO

SOMEDAY MY PRINCE WILL COME
1938 testo: Larry Morey – musica: F. Churchill – edizioni: Disney edtn. USA

TIEFE SEHNSUCHT
1925 testo – musica: Ralph Benatzky– edizioni: sconosciute

TORNERAI (J’ATTENDRAI)
1933 testo: Nino Rastelli – Dino Olivieri– edizioni: sconosciute




Repertorio parti letterarie (ordine alfabetico)


DONNA
3 ottobre 1934 autore: Umberto Saba – edizioni: Einaudi

ED È SUBITO SERA
1930 autore: Salvatore Quasimodo– edizioni: edizioni di Solaria Firenze

IL SOLDATO FATTO PRIGIONIERO
1917 autore: Felice Fossati- edizioni: Nordpresse

LE MADRI DEI DISPERSI
1916 autore: Bertolt Brecht - traduzione: Olga Cerrato – edizioni: Einaudi

LETTERA DI UN SOLDATO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
1916 autore: sconosciuto -tratto da "Lettere dal Fronte" - edito: Einaudi

LETTERA DI UN SOLDATO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
1945 autore: sconosciuto -tratto da "Lettere dei condannati a morte della Restsenza italiana " - edito: Einaudi

LETTERE DAL CARCERE A MUNEVVER
prigione di Bursa (Anatolia) 1942 autore: Nazim Hikmet - traduzione:Joyce Lussu – edizioni: Mondadori

 

 

 

 

FOTOGRAFIE DELLO SPETTACOLO:


Immagine 1: Luca Spinelli

Immagine 2: Luca Spinelli e Margherita Colombo

Immagine 3: Luca Spinelli

Immagine 4: Margherita Colombo e Lydia Colona

 

 

 

 

ARCHIVIO STORICO DELLO SPETTACOLO:


·        25 Aprile 2007 MUGGIò (Mi),h. 21.00 Teatro Zenit, via S. Pellico 19. Ingresso libero. Organizzato dalla Cooperativa Edificatrice di Muggiò con il patrocinio del Comune di Muggiò in occasione delle commemorazioni per il 25 Aprile. Informazioni: 039 - 793662 (Coop. Edif.)

·       24 Aprile 2007 MASATE (Mi), h. 21.00  Teatro dell'Oratorio. Organizzato dal Comune di Masate in occasione delle commemorazioni per il 25 Aprile.

·       4 Novembre 2006 h 21.00 CARDANO AL CAMPO (Va) Cine-Teatro Auditorium. Nell’ambito delle commemorazioni per la ricorrenza del 4 Novembre.

·        16 Luglio 2006 h. 16.30 RECOARO TERME (Vi),  Località Campogrosso. Nell’ambito della rassegna “Forti in Scena”: danza, musica e teatro nei luoghi della grande Guerra-Edizione 2005-2006. www.naturalislabor.it

·        5 Maggio 2006 h. 21.00 SETTIMO MILANESE (Mi), Auditorium Comunale, via Grandi 4. Inserito nella rassegna Comunale “Un’Insolita Serata...” e nell’ambito delle manifestazioni Comunali per il 25 Aprile, I° Maggio e 2 Giugno.

·        9 Marzo 2006 h. 21.00 PADERNO DUGNANO (Mi) -Teatro Metropolis via Oslavia 8. Inserito nella rassegna Comunale “Teatro del Territorio 2006”.

·        14 Maggio 2005 ore 21.00 PADERNO DUGNANO (Mi) -Teatro Metropolis. Nell’ambito della rassegna teatrale Comunale “Teatro del territorio 2005”

 

 


RASSEGNA STAMPA:

Critiche:


IL CITTADINO, 23 aprile 2005.

Al Metropolis: straordinario successo con <<Trent’anni>>

SPINELLI CANTA LA STORIA EUROPEA

Di Enrico Englaro

 

La prima guerra mondiale. La crisi degli anni venti. La nascita delle dittature: il fascismo, il nazismo ed il comunismo. La seconda guerra mondiale. Trenta anni di storia raccontata con poesie e soprattutto canzoni. E’ questo in sintesi lo spettacolo teatrale intitolato “24 maggio 1915 - 25 aprile 1945. Trent’anni di ricordi” realizzato dall’associazione culturale Omicron, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura e la collaborazione della Cooperativa Controluce, è stato presentato nella serata dello scorso 14 aprile, al teatro Metropolis.

Lo spettacolo è stato scritto, diretto ed interpretato da Luca Spinelli. Solo sul palcoscenico a raccontare con intensità e bravura i nodi cruciali della storia. Spinelli, accompagnato dalle musiciste Margherita Colombo al pianoforte e Lydia Colona al clarinetto, ha dato vita ad un lungo ed appassionante racconto popolare. Interpretando le canzoni dell’epoca, leggendo i testi più significativi e vestendo i panni degli umili personaggi della storia, dal fante del Piave al frequentatore di tabarin, ha saputo imprimere allo spettacolo una forza davvero inedita. grazie alle immagini originali di quegli anni, proiettate sullo schermo dal tecnico luci Cesare Spinelli, è stata ricostruita con intelligenza un’epoca complessa.

Il pubblico, intervenendo davvero numeroso (oltre un centinaio di spettatori), si è riconosciuto nello spettacolo e lo ha accolto con entusiasmo. Molti spettatori, soprattutto anziani, hanno addirittura cantato assieme all’interprete le canzoni della loro epoca. Da “La leggenda del Piave” a “Creola” senza dimenticare la straordinaria “Balocchi e profumi” scritta nel 1928 dal compositore E.A.Mario. Non sono mancati insomma i meritati applausi. Luca Spinelli, lo evidenziamo ancora, è un’ottima scoperta nel mondo del teatro locale. Noto da anni per il suo attento lavoro sul teatro di Bertolt Brecht si rivela con questo spettacolo uno straordinario istrione, un mattatore in grado di occupare il palco con sensibilità, energia e passione. Senza volgarità o inutili egocentrismi. Bravo davvero.

Lo spettacolo, conclusosi con una poesia di Quasimodo e la canzone “Lilì Marlene”, per ora non prevede repliche. Sarebbe un peccato che non venisse presentato in altri ambiti ed in altre città. per maggiori informazioni: Associazione Culturale Omicron di Muggiò (cell. 335-1043329/ 347- 0631855). www.omicronteatro.it, info@omicronteatro.it oppure Cooperativa Controluce (info@controluce.com)

© Il Cittadino

 


Presentazioni (solo alcune):


IL CITTADINO, 4 Marzo 2006.

TRENT’ANNI DI STORIA MONDIALE: AL CINEMA METROPOLIS VA IN SCENA OMICRONTEATRO

Di Enrico Englaro

 

IL CITTADINO, 25 Febbraio 2006.

SPINELLI CANTA TRENT’ANNI DI STORIA ITALIANA

Un recital rievoca le vicende dalla prima Guerra Mondiale alla Liberazione

Di Enrico Englaro

(....) Un pezzetto di storia raccontato con grande passione, impegno civile e puntuale ricerca storiografica. Lo spettacolo, già presentato nella scorsa stagione, riscosse un enorme successo di pubblico. Per tutti questi motivi consigliamo agli spettatori di non perdersi “Trent’Anni di Ricordi”. (...)

 

SETTEGIORNI, 24 Febbraio 2006.

Al Metropolis di Paderno Dugnano va in scena “Trent’Anni Di Ricordi”

LA GRANDE STORIA NELLE CANZONI

Dalla Prima Guerra Mondiale alla crisi degli anni Venti, dalla nascita delle dittature al secondo conflitto mondiale, passando per i tabarin parigini: sul palco un solo attore fa rivivere fatti, atmosfere e protagonisti attraverso parole e musica.

Di Serena Agostani



Segnalazioni (solo alcune):

IL GIORNALE DI VIMERCATE del 24 Aprile 2007 pag.48
LIBERAZIONE del 24 Aprile 2007 pag. 11

IL GIORNALE DI MONZA del 24 Aprile 2007 pag.50

L'ESAGONO del 23 Aprile 2007 pag.73

IL CITTADINO del 21 Aprile 2007 pag.53
IL CITTADINO del 19 Aprile 2007 pag.51
IL GIORNALE DI MONZA del 17 Aprile 2007 pag.31

SETTEGIORNI del 5 Maggio 2006 pag. 18
LIBERAZIONE del 5 Maggio 2006 pag. 10
IL GIORNALE DI SEREGNO del 14 Marzo 2006 pag. 23
IL GIORNO del 9 Marzo 2006 pag. 25
CITTA' 2000 del 5 Marzo 2006 pag. 8
IL DIARIO DEL NORD MILANO del 22 febbraio 2006 pag. 31
IL CITTADINO del 4 Marzo 2006 pag. 19
IL CITTADINO del 2 Marzo 2006 pag. 26

 


© 2004-7 Omicron